La moderna riabilitazione dell’intera arcata non è più una scelta tra “togliere tutti i denti” o “aggiustare e sperare”. Nel paziente giusto, un piano ibrido che conserva i denti anteriori sani e ripristina il supporto posteriore con impianti può garantire potenza masticatoria, supporto facciale ed estetica con stabilità a lungo termine.
Di seguito è riportata la descrizione del caso fornita dal medico curante, seguita da una spiegazione delle evidenze scientifiche alla base del piano e dai punti pratici per pazienti e clinici.


Sintesi Clinica del Medico
Referto clinico dettagliato – Riabilitazione orale completa utilizzando una combinazione di impianti e denti naturali nelle arcate mascellare e mandibolare
Presentazione del paziente e valutazione iniziale
Il paziente, in buone condizioni generali, si è presentato per una valutazione protesica con chiari segni che indicavano la necessità di una riabilitazione completa di entrambe le arcate. L’anamnesi dentale e i reperti clinici oggettivi hanno evidenziato quanto segue:
Arcata mascellare:
- Edentulia bilaterale posteriore
- Presenza dei denti anteriori (13–24) con buona integrità della struttura e assenza di patologia apicale o endodontica, confermata clinicamente e radiograficamente
- Funzione masticatoria e estetica labiale compromesse a causa della mancanza di supporto posteriore
Arcata mandibolare:
- Edentulia avanzata nei settori posteriori
- Denti anteriori con mobilità di grado III e supporto parodontale insufficiente, ritenuti non idonei alla conservazione a lungo termine
Piano terapeutico e gestione per fasi
Fase I – Riabilitazione dell’arcata mascellare
Gestione dei settori posteriori:
- Posizionamento di 4 impianti dentali nelle zone postero-laterali mascellari (settori premolari/molari) per garantire un supporto fisso protesico
Nei casi di altezza ossea insufficiente sono stati eseguiti:
Rialzo del seno mascellare crestale
- Rigenerazione ossea con biomateriali eterologhi o alloplastici
- Applicazione di membrana riassorbibile in collagene per supportare la rigenerazione ossea
Conservazione dei denti anteriori (13–24):
- I denti sono stati mantenuti vitali e senza necessità di terapia endodontica grazie alle condizioni cliniche favorevoli
- Questi denti sono stati integrati come pilastri naturali nella riabilitazione finale, secondo i concetti di protesi ibride
Fase II – Riabilitazione dell’arcata mandibolare
- Estrazione atraumatica dei denti residui per mobilità avanzata e scarso supporto parodontale
- Posizionamento di 5 impianti distribuiti antero-posteriormente per consentire una riabilitazione fissa biomeccanicamente stabile
- Gestione dei tessuti molli per ottimizzare il profilo di emergenza in vista della protesizzazione finale
Fase III – Protesi provvisoria e verifica funzionale
Al paziente è stata consegnata una protesi fissa provvisoria utilizzata per:
- Stabilizzare i tessuti peri-implantari
- Valutare la dimensione verticale
- Testare fonetica, occlusione ed estetica
Questa fase provvisoria è durata 6 mesi, durante i quali si è monitorata l’osteointegrazione e l’adattamento del paziente alla struttura protesica.
Fase IV – Riabilitazione definitiva
La riabilitazione finale è consistita in:
- 24 elementi protesici in zirconia, progettati digitalmente con tecnologia CAD/CAM
- Sottostruttura in titanio per garantire resistenza meccanica e passività
- Supporto misto dente–impianto, conforme ai principi di distribuzione ottimale dei carichi e stabilità a lungo termine
Risultati terapeutici
Funzionali:
- Ripristino completo della funzione masticatoria e di un’occlusione stabile
- Bilanciamento occlusale armonizzato con la nuova architettura protesica
Estetici:
- Armonizzazione della linea del sorriso con il profilo facciale
- Protesi con traslucenza e morfologia naturale
- Contorni gengivali integrati esteticamente e biologicamente
Biologici:
- Completa osteointegrazione degli impianti
- Conservazione dei denti naturali vitali senza terapia endodontica
- Integrità dei tessuti peri-implantari e peri-dentali
Psicosociali:
- Elevata soddisfazione soggettiva del paziente
- Ripristino della fiducia in sé, miglioramento dell’aspetto e della fonetica
Protocollo di follow-up
Il paziente è stato inserito in un programma personalizzato di controllo ogni 4–6 mesi con l’obiettivo di:
- Valutare lo stato degli impianti e dei denti naturali
- Monitorare l’integrità della riabilitazione protesica
- Aumentare il successo a lungo termine attraverso igiene controllata e cure professionali
Perché questo piano ha senso: evidenze in parole semplici
Supporto ibrido – combinare denti naturali e impianti
Quando i denti anteriori sono sani e stabili, possono essere mantenuti e splintati con gli impianti. Le revisioni scientifiche mostrano buoni risultati a 5–10 anni con splintaggio rigido e mantenimento rigoroso.
Mascellare posteriore – rialzo del seno e GBR
Nei pazienti con altezza ossea ridotta, il rialzo del seno per via crestale e la rigenerazione ossea con biomateriali e membrane in collagene mostrano elevata prevedibilità e basse complicanze.
Quanti impianti servono?
La letteratura conferma ottimi risultati con 4–6 impianti per arcata. Il fattore più importante è la distribuzione antero–posteriore e l’accessibilità per l’igiene. In questo caso, 5 impianti mandibolari rappresentano una scelta biomeccanicamente valida.
La fase provvisoria come verifica
Una protesi provvisoria fissa permette maturazione dei tessuti, test fonetico e messa a punto dell’occlusione. La letteratura la considera uno strumento fondamentale per ridurre i rischi prima della riabilitazione finale.
Materiali definitivi – zirconia su titanio
La zirconia garantisce estetica e resistenza, mentre il titanio assicura stabilità meccanica e passività. Le strutture CAD/CAM offrono solitamente una precisione superiore rispetto alla fusione tradizionale.
Mantenimento – perché richiami ogni 4–6 mesi
Recalls regolari riducono il rischio di peri-implantite, soprattutto nei pazienti con anamnesi parodontale. Le linee guida internazionali considerano questo passaggio essenziale e non opzionale.
Come Hospital One ottiene risultati prevedibili
- Pianificazione CBCT per posizionamento preciso degli impianti e valutazione del seno
- Impronte digitali per comfort e precisione
- Protesi in zirconia CAD/CAM per resistenza ed estetica
- Gestione dei tessuti molli assistita da laser
- Protocolli ospedalieri di sterilità durante rigenerazione e implantologia
Flusso terapeutico in sintesi
- Pianificazione con CBCT e progettazione protesica
- Mascella: 4 impianti posteriori con rialzo del seno/GBR se necessario
- Mandibola: estrazioni atraumatiche, 5 impianti con ampia distribuzione, gestione dei tessuti molli
- Provvisorio (≈6 mesi): stabilizzazione, verifica occlusionale e fonetica
- Definitivo: 24 elementi in zirconia su titanio, verifica passività, definizione del programma di richiami
Riabilitazione ibrida presso Hospital One
Questo caso dimostra come una Riabilitazione Orale Completa combinando impianti e denti naturali possa ripristinare funzione, stabilità ed estetica preservando ciò che la natura offre ancora. Integrando pianificazione digitale, chirurgia basata su evidenze e materiali biocompatibili, Hospital One garantisce risultati duraturi e rinnovata sicurezza nel sorriso.
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FAQ sulla Riabilitazione Orale Completa
I denti anteriori sani offrono propriocezione e supporto quando integrati in un piano ibrido.
Sì. Gli studi mostrano elevata sopravvivenza implantare con basse complicanze quando rispettate le indicazioni.
Favoriscono una rigenerazione ossea prevedibile e stabile.
Conta la distribuzione biomeccanica, non solo il numero. Cinque impianti ben posizionati offrono un supporto molto stabile.
Permette maturazione dei tessuti e messa a punto di fonetica e occlusione prima della protesi definitiva.
La zirconia garantisce estetica e resistenza, il titanio assicura forza e passività.
Con progettazione CAD/CAM, verifica digitale e protocolli accurati di inserimento.
Soprattutto quelle protesiche, come scheggiature o stress delle strutture. Una corretta occlusione e controlli regolari ne riducono l’incidenza.
Potrebbe esserci un periodo di adattamento. Il provvisorio serve anche a perfezionare la fonetica prima del definitivo.
Ogni 4–6 mesi, secondo le raccomandazioni internazionali per la salute peri-implantare.
Sì, ma mantenimento rigoroso e terapia di supporto possono garantire ottimi risultati nel tempo.
Riferimenti
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